Arquivo mensal: fevereiro 2020

C’è una Realtà assoluta, conoscibile col puro Intelletto

Diciamo che c’è una Realtà assoluta, trascendente, non percepibile dai sensi, oltre lo spazio e il tempo; conoscibile però col puro Intelletto, mediante il quale essa si rende presente; una Realtà che, senza mai subire il minimo cambiamento, essendo incondizionata, origina — proprio per la sua Infinitudine — una dimensione di contingenza, o di relatività, per poter realizzare il mistero del suo irradiamento. Considerato che “è nella natura del Bene volersi comunicare”, Dio vuol essere conosciuto non solo in Se stesso, bensì pure “dall’esterno” e a principiare da un “altro da Lui”; è la sostanza medesima della Possibilità divina.

Questo diciamo, o ricordiamo, a priori. Lo diciamo non perché lo crediamo soltanto, ma perché lo sappiamo, e lo sappiamo giacché lo siamo. Lo siamo nel nostro Intelletto transpersonale, che diffonde in maniera intrinseca la Presenza immanente della Realtà, e in mancanza del quale non saremmo uomini.

[Frithjof Schuon, La Trasfigurazione dell’Uomo, Edizioni Mediterranee, Roma, 2016, pp. 65 e 66.]

Criticar os outros exige sempre a humildade e a caridade

“A facilidade de criticar os outros pressupõe no homem uma certa cegueira em relação ao seu próprio estado, mas ao mesmo tempo ela também provoca essa cegueira, pelo efeito da reação concordante inevitável.

“Quem é obrigado a criticar pela força das coisas, ou seja, em função da verdade, deve se mostrar tanto mais humilde e caridoso, e capaz de penetrar o bem secreto das criaturas.”

Frithjof Schuon, Perspectives spirituelles et faits humains, Édition Maisonneuve & Larose, Paris, 1989, p. 260.


Neste texto de Schuon, é importante notar o importante ensinamento de que a crítica fácil também provoca a cegueira quanto a si mesmo— ou seja, é consequência, mas também causa, num círculo vicioso.